Discepolato

      fisher.gif (5267 bytes)             La parola ‘discepolato’ dà erroneamente l’idea di una disciplina rigida, di drastiche regole da osservare, di imposizioni legalistiche, ma un simile pensiero non corrisponde al discepolato cristiano, che avviene esclusivamente nella grazia.

Ciascuno di noi dovrebbe chiedersi (ed anche rispondersi) se è discepolo del Signore o se è un semplice credente, visto che essere credenti non vuol dire essere discepoli.

 Tutti abbiamo in Gesù il massimo esempio di fede, il Maestro per eccellenza, il modello da imitare, ma Egli ha fatto in modo che chi vuol essere Suo discepolo abbia anche un maestro terreno che lo curi e lo segua nella crescita spirituale.

Naturalmente i maestri terreni sono imperfetti, possono sbagliare, non rappresentano pienamente Cristo ma, come dice l’apostolo Paolo, ogni discepolo deve imitare il proprio maestro nelle cose buone e non in quelle negative, che sopravvivono nelle parte non redenta di ciascuno di noi. Generalmente si tende ad imitare i difetti più che i pregi delle autorità preposte, ma nessuno deve sentirsi autorizzato a sbagliare sol perché sbagliano gli altri e poiché il nostro metro di misura deve essere sempre Cristo, non possiamo imitare le cose che riconosciamo come negative, imiteremo invece le cose che richiamano Gesù.

DATA

LEZIONE/ARGOMENTO

23.11.11 LE PRIORITA’ DEL DISCEPOLO
30.11.11











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